pittura

Alcuni esempi della mia produzione pittorica prima dell'avvento dei computer.

quadri rosa

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Nella prima metà degli anni ‘70 ho dipinto una cinquantina di quadri a intonazione rosa, tutti ad olio, su tela o su tavola, dal piccolo al grande formato.

"Contro la guerra" è il titolo di questo grande olio in cui i fantaccini della Grande Guerra voltano le spalle e si allontanano all'irrompere dell'eterno femminino vitale.

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Dopo lo shock della pop art americana vista alla 32 Biennale di Venezia nel 1964 e poi rivista nella galleria Marlborough di Roma, adottai un neofigurativismo iperrealista che unificava nel medium della pittura ad olio immagini di provenienza diversa come foto da riviste a rotocalco, ricordi storici e personali, collage e disegni, nell’intento di affidare ad un medium collaudato nel tempo i media eterogenei e volatili della mia contemporaneità.

Ad esempio, questo quadro intitolato “Stenotattilo”, mette insieme immagini di riviste femminili con immagini della rivista “Men” che rappresentò in Italia una provocatoria novità della editrice Adelina Tattilo.

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Questo invece è un esempio dei piccoli quadri su tavola, con uno strano personaggio postsurrealista che scende dal cielo ad osservare Volterra.

 

Dopo questi quadri non ho più dipinto ad olio, per dedicarmi alla grafica e alla fotografia.

quadri giovanili

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Ho selezionato alcuni quadri ad olio dipinti nei primi anni ‘60, con vedute di luoghi legati alla mia giovinezza, come il Trabocco di Turchino dove andavo a fare il bagno, scorci di Navelli (il borgo abruzzese della mia famiglia paterna), vecchie case in demolizione.

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Questa è la chiesa di Navelli alta, alla sommità di un gruppo di case che si arrampicano sulla collina di S. Nicola.

 

La parte antica di Navelli è stata uno dei miei soggetti preferiti, e purtroppo è in gran parte andata in rovina.

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Questo piccolo olio su tavola l’ho dipinto di getto in una mattina a Francavilla all’età di 18 anni. Mi colpì la casa in demolizione, perché già da allora ero sensibile alle trasformazioni urbanistiche che avrebbero stravolto i miei luoghi della memoria.