il gran sasso e il mammut

2022

Vettoriale, cm 66x100, 400 dpi

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il quadro

Quando nel 1954 vidi lo scheletro fossile del grande mammut che era stato trovato, restaurato e montato in una sala del Castello dell’Aquila, ne fui grandemente impressionato. Mi ha colpito anche una bella foto giuntami via web, che grazie alla ripresa dall’alto mostra quanto sia vicino il Gran Sasso, che da terra non si vede, nascosto dalle colline. Sia il Gran Sasso che il mammut testimoniano di ere lontanissime. Il primo è in gran parte costituito da calcari marini che si sollevarono sei milioni di anni fa, il secondo è stato trovato a Scoppito, vicino l’Aquila, e risale ad un milione e trecentomila anni fa. A quell’epoca c’era un grande lago, che arrivava fino alla Piana di Navelli, quindi è possibile che mammut e ippopotami vivessero anche nelle foreste umide che si estendevano intorno al lago. Nel suo insieme quindi Navelli mi ha sempre aiutato ad uscire dal mio tempo per vagare in tempi diversi, da quelli lontanissimi a quelli più recenti.

i particolari

L’homo sapiens che scheggia un’amigdala paleolitica, di cui restano ampie tracce in zona, è in scala con il mammut, e serve a dare l’idea delle dimensioni dell’animale anche a chi non l’ha visto nel museo.

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La pittura rupestre è il mammut di Lascaux, ed è una delle prime pitture figurative, giuntaci dal diciannovesimo millennio avanti Cristo.

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Il Corno Grande del Gran Sasso, con la vetta occidentale a sinistra, la vetta centrale e la vetta orientale a destra. Questo è stato il grande terreno di gioco della mia attività alpinistica.

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Il castello Santucci domina il paese con la sua mole. Terminato nella prima metà del Seicento, ha linee ancora rinascimentali. Per un certo periodo è appartenuto alla mia famiglia, poi è passato ad altri rami di Santucci non imparentati con noi.

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La bella loggetta di stile rinascimentale è un segno caratteristico dell'architettura di Navelli.

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Il nucleo storico di Navelli è un bell'esempio di urbanistica spontanea perché le case si addossano l'una all'altra man mano che le famiglie si allargano con matrimoni e nascite, ma nel loro naturale sviluppo conservano unità di stile, favorita anche dall'uso del calcare locale. Ne vegnono fuori agglomerati abitativi sempre ben armonizzati fra loro e piacevoli a vedersi. 

Tutto ciò non varrà più con l'espansione in pianura dove prevarranno case e palazzi isolati, a segnare il passaggio dalle grandi famiglie patriarcali alle piccole famiglie borghesi contemporanee. 

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