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fotografia e multimedia

fotografia e foto-grafica

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Ho praticato la fotografia in ambito editoriale, industriale e comunicativo, e ho tenuto corsi di percezione visiva e lettura critica dell’immagine in vari istituti, formando allievi che sono diventati famosi.

Non ho mai voluto considerare la fotografia come “arte”, ma come potente strumento di comunicazione visiva. Ma sia per piacere personale, sia per lavoro, ho fatto ricerche fotografiche e fotomeccaniche, con cui allora facevo trattamenti che ora si fanno col computer.

I due still life sono diapositive Ecktachrome 10x13 e fanno parte del calendario “Fantasia in selezione” del 1972. Sono sei immagini dedicate ai colori della selezione tipografica.

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Queste sono due fotografie pubblicate nell’Enciclopedia di Antiquariato e Arredamento (Editalia, 1965). Pellicole piane Ecktachrome 18x24 cm, fotocamera Sinar a banco ottico.

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Nella foto-grafica ho lavorato con lastre al collodio umido, pellicole fotomeccaniche, tecniche come l’Agfa Contour per fare posterizzazioni, separazioni di toni, retinature, grafismi vari.

Oggi si fa tutto in modo molto più facile con i programmi di computergrafica, ma allora occorrevano speciali apparecchiature fotomeccaniche e un paziente lavoro di elaborazione chimica e prove tipografiche.

Due immagini dalla serie “La rosa è la rosa, ma questa non è una rosa”, un omaggio a Gertrude Stein e Magritte che realizzai per una personale del 1980.

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Elaborazione fotomeccanica di una foto Alinari per il libro strenna “Fontane d’Italia”, Editalia, 1966.

multivisione

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Dalla fine degli anni ‘70 fino agli anni ‘90 sono stato uno dei maggiori creatori di multivisioni per eventi culturali e commerciali, come la grande multivisione che ho fatto nel 1980 sulla scalinata di Piazza di Spagna per le celebrazioni berniniane dell’Estate Romana o quella per il lancio della Fiat Uno.

proiezioni sceniche

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Dagli anni ‘80 fino ai primi del 2000 ho fatto ricerca artistica e tecnica sui proiettori di grande potenza per proiezioni sceniche in teatro e in televisione, ambientazioni di feste di piazza, eventi speciali per presentazioni di prodotti e celebrazioni di ricorrenze.

Le immagini erano disegnate a mano, e poi riprese con pellicole fotomeccaniche che venivano colorate a mano con aniline e montate in lastre di vetro di grande formato. Dovevano avere grande impatto visivo per essere proiettate anche su superfici eterogenee come facciate di edifici.

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Scenografie virtuali

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Lo sviluppo della computergrafica e dei proiettori video di grande potenza mi hanno spinto ad abbandonare le tecniche manuali per dedicarmi alla creazione di immagini computerizzate, come queste scenografie virtuali della “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante, del 2007.

Le piante del giardino sono tutte ispirate a miniature e affreschi medievali.

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Il giardino dei monaci con le piante medicinali tratte da miniature medievali e dipinte con Photoshop.

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Il chiostro col giardino interno e i finestroni gotici. Le immagini sono realizzate in pixel art ad alta definizione, e nell’applicazione scenica sono proiettate con proiettori speciali ad altissima luminosità, per competere con tutte le altre luci di scena. 

Le singole immagini sono dipinte su livelli trasparenti e possono essere spostate, ridimensionate o riutilizzate, come per le piante medicinali con fiori lilla che compaiono in ambedue le scenografie del giardino.

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